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Byōbu
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Il mwcqByōbumwcg (屏風?) è un tipico mwcwparavento mwdagiapponese formato dall'unione di pannelli decorati con pitture decorative e mwdqcalligrafiche, utilizzato per separare interni e delimitare spazi privati. "Byōbu" significa "protezione dal vento", termine che in qualche modo suggerisce come originariamente fosse utilizzato per bloccare correnti d'aria.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Come per molte arti, mestieri ed oggetti giapponesi, il byōbu trae le sue origini dalla mwlaCina, e queste sono riconducibili al periodo mwlqHan.cite-ref-le-muse-1-0[1] Il byōbu venne introdotto in Giappone intorno all'mwmgVIII secolo in un periodo di forte influenza artistica cinese, quando artigiani giapponesi cominciarono a creare propri modelli di byōbu; il suo periodo di maggior fulgore risale all'epoca della dinastia mwmwAzuchi-Momoyama nel mwnaXVI secolo.
Attraverso le differenti mwngepoche del Giappone, il byōbu si è evoluto sia nella struttura che nel mwnwmwoadesign, oltre che nelle tecniche di costruzione e nei materiali utilizzati:
• mwowPeriodo Nara (mwpa710-mwpq794): la forma originaria del byōbu fu dapprima quella di un singolo pannello. Nell'VIII secolo cominciarono ad apparire i primi byōbu multipannello, utilizzati come arredo dalla corte imperiale soprattutto durante le cerimonie più importanti. Il byōbu formato da sei elementi era il più comune nel periodo Nara e fu in questi anni che si iniziò a coprire i pannelli con seta, ed a collegarli fra di loro con cavi di pelle o di seta; il dipinto su ciascun pannello fu incorniciato da un mwpgbroccato di seta, ed il pannello stesso inserito in una cornice di legno.
• mwqaPeriodo Heian (mwqq794-mwqg1185): Nel mwqwIX secolo il byōbu era ritenuto un componente d'arredo indispensabile nelle residenze di un mwraDaimyō, nei mwrqtempli mwrgbuddisti e nei mwrwsantuari; furono introdotte cerniere in metallo a forma di moneta, dette mwsaZenigata (銭形), ampiamente utilizzate per collegare tra loro i pannelli al posto delle corde di seta.
• mwsgPeriodo Muromachi (mwsw1336-mwta1573): L'utilizzo dei paraventi divenne ancor più frequente, tanto che si potevano ritrovare in numerose residenze, mwtqdojo e negozi. Il byōbu a due pannelli era uno dei modelli più comuni; in questo, fogli di carta ripiegata sostituirono le mwtgZenigata, fatto che rendeva questo modello più leggero da trasportare, più semplice da piegare e più resistente a livello delle giunture. Questa tecnica inoltre permise l'apposizione di rappresentazioni non più interrotte dai confini tra pannello e pannello, dando la facoltà agli artisti di dipingere più vaste scene tratte dalla natura e sontuosi paesaggi di famose località del Giappone. Le cerniere di carta, anche se piuttosto resistenti, richiedevano che la struttura del pannello fosse più leggera possibile. Furono costruiti telai intrecciando legni teneri, con l'ausilio di speciali chiodi di bambù che permisero alla struttura di essere liscia e piana ai suoi bordi, ben squadrata e della stessa dimensione degli altri pannelli del byōbu; questi erano poi rivestiti con uno o più strati di carta, stesa su tutta la superficie del telaio per fornire un supporto sottile ma resistente ai dipinti che sarebbero poi stati montati sul byobu. Il risultato era una struttura leggera e duratura, sebbene ancora abbastanza vulnerabile. Dopo l'applicazione di dipinti e di broccati, veniva apposta una cornice in legno laccato (solitamente nero o rosso scuro) per proteggere il perimetro esterno del byōbu, e su questa strisce, angoli, e borchie in metallo finemente decorate per preservarne la verniciatura. Fu sempre in questo periodo che mwtwToyotomi Hideyoshi realizzò il celebre mwuacastello di Momoyama, impreziosito da oltre un centinaio di byōbu dipinti da importanti mwuqpittori, tra i quali mwugKanō Eitoku.cite-ref-le-muse-1-1[1] Questi dipinti si caratterizzavano per i brillanti colori impressi su carta dorata, e raffiguravano mwvwpaesaggi e temi della natura, come nuvole dorate, rami fioriti ed uccelli. Tra i byōbu più significativi di Eitoku si annoverano l'mwwaHinoki byōbu, cipressi su carta dorata, una rappresentazione su sei pannelli di un tipo di mwwqcedro giapponese chiamato mwwghinoki (mwwwMuseo nazionale di Tokyo), un enorme pannello raffigurante leoni (Collezione Imperiale) ed un paio di byōbu a sei pannelli che mostrano aquile e pini (mwxaUniversità delle arti di Tokyo)cite-ref-2[2]. La scuola di Eitoku venne portata avanti da Kano Sanraku, di cui ci è pervenuto un celebre paravento intitolato mwygMatsuura Byōbu, contraddistinto da una sequenza di figure fantasmagoriche dipinte su carta dorata. Altri due grandi maestri d'arte del byōbu furono mwywTawaraya Sōtatsu, che ebbe il merito di rinvigorire le pitture rispetto ai suoi predecessori, mantenendo la natura al centro delle sue raffigurazioni, come ne mwzaIl Dio del tuono e del vento, ed mwzqOgata Kōrin, celebrato per il suo mwzgSusino bianco e susino rosso.
• mwaaPeriodo Azuchi-Momoyama (mwaq1568-mwag1603) e primo mwawPeriodo Edo (1603-mwba1868): La popolarità del byōbu si accrebbe ulteriormente, andando di pari passo con il significativo sviluppo dell'interesse per le arti e l'artigianato da parte della popolazione, proprio di questo periodo. I soggetti restarono per lo più di ispirazione cinese, tratti da scene di natura, ed intorno alla fine del mwbqCinquecento venne introdotto l'inchiostro in bianco e nero accanto al più collaudato uso del colore, grazie all'inventiva del celebre artista mwbgHasegawa Tōhaku del quale si ricordano il suo mwbwBosco di pini e le sue mwcaScimmie, entrambi eseguiti con inchiostro su carta e conservati al Museo di Tokyo.cite-ref-le-muse-1-2[1] Diversi byōbu oltretutto adornavano le abitazioni dei mwdqsamurai, conferendogli un alto rango e dimostrando salute e benessere; questo portò ad un ulteriore cambiamento nella produzione di byōbu, come la creazione di sfondi con mwdgsottili fogli d'oromwdw (金箔?, kinpaku) e dipinti dai colori molto intensi che mostravano la natura oltre che scene di vita quotidiana.
• Epoca attuale: La tradizione si affievolì verso la prima metà dell'mweqOttocento; ai giorni nostri i byōbu sono spesso prodotti con l'ausilio di macchinari, sebbene sia ancora possibile trovarne alcuni creati a mano, principalmente da famiglie che ancora si tramandano e preservano la tradizione della produzione artigianale.
Tipologia
Il mwfaByōbu può essere classificato a seconda del numero di pannelli:
• mwfwTsuitate (mwga衝立): pannello singolo, l'unico byōbu con le gambe, fu il primo modello disponibile. Attualmente si può trovare in negozi, ristoranti o in altri locali.
• mwggNikyoku byōbu (mwgw二曲屏風) o mwhaNimaiori byōbu (mwhq二枚折屏風): pannello doppio, introdotto durante il mwhgperiodo Muromachi. Solitamente delle dimensioni di 60mwhw cm in altezza ed 85mwia cm in larghezza, aveva una particolare rilevanza nelle stanze per la mwiqcerimonia del tè giapponese; in tale contesto era anche chiamato mwigfurosaki byōbu (mwiw風炉先屏風).
• mwjqYonkyoku byōbu (mwjg四曲屏風): quattro pannelli, realizzato durante i periodi mwjwKamakura e Muromachi. Fu successivamente utilizzato nelle cerimonie di mwkaseppuku e nelle stanze delle mwkqsale da tè durante il tardo periodo Edo.
• mwkwRokkyoku byōbu (mwla六曲屏風) or mwlqrokumaiori byōbu mwlg六枚折屏風: sei pannelli, il formato più popolare; ha approssimativamente le misure di 1,5 m in altezza e 3,7 m in larghezza.
• mwmaJūkyoku byōbu (mwmq十曲屏風): dieci pannelli, formato più recente; utilizzato come fondale in contesti di grandi dimensioni come le hall degli alberghi e le sale convegni.
Il Byōbu inoltre può essere classificato in base al suo utilizzo ed ai temi rappresentati:
• mwnqFurosaki byōbu (風炉先屏風, letteralmente "schermo di fronte al braciere"): pannello posizionato dietro il focolare durante la mwngcerimonia del tè giapponese.
• mwoaGa no byōbu (mwoq賀の屏風; letteralmente "pannello della longevità"): si suppone che fosse usato sin dal periodo Heian per rappresentare e celebrare i poemi mwogwaka; era arricchito da disegni di uccelli e di fiori nelle quattro diverse stagioni.
• mwpaShiro-e byōbu (mwpq白絵屏風): pannello dipinto con mwpginchiostro o mwpwmica su superfici di mwqaseta bianca, ampiamente utilizzato nel periodo Edo in cerimonie nuziali e più specificamente nelle stanze in cui nascevano i bambini, motivo per il quale venne anche chiamato mwqqubuya byōbu (mwqg産所屏風; letteralmente "pannello del luogo di nascita"). Era decorato con raffigurazioni di mwqwgru e mwratartarughe, con mwrqpini e mwrgbambù, oltre che con immagini della mwrwfenice considerata di buon auspicio.
• mwsqMakura byōbu (mwsg枕屏風; letteralmente "pannello cuscino"): tipicamente composto da due a quattro pannelli di 50mwsw cm di altezza, questo byōbu era utilizzato nella camera da letto per appendervi abiti ed altri accessori, oltre che per preservare l'intimità della stanza.
• mwtqKoshi byōbu (mwtg腰屏風): leggermente più alto del mwtwmakura byōbu, era usato durante il mwuaperiodo Sengoku; per la sua ridotta altezza era posto dietro il padrone di casa con lo scopo di rassicurare gli ospiti sul fatto che nessuno si nascondesse dietro il pannello.
Note
cite-note-le-muse-11. ↑ mwwwmwxale muse, II, Novara, De Agostini, 1964, p.mwxq 503.
cite-note-22. ↑ mwywmwzahttp://www.novelguide.com/a/discover/ewb_05/ewb_05_01975.html in inglese
Bibliografia
• mw1w(ES) José Pijoán, "Enciclopedia Summa Artis: Historia General del Arte, Arte del Japón", mw2aMadrid, 1999, Editorial Espasa Calpe.
• mw2g(FR) Louis Frédéric, Le Japon, dictionnaire et civilisation, Parigi, 1996.
Altri progetti
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Byōbu
Collegamenti esterni
• mw3wByōbu on display at the Freer Gallery of Art, Smithsonian Institution, su asia.si.edu. URL consultato il 28 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 1º giugno 2010).
• mw4qJapanese Architecture and Art Net Users System Byoubu entry, su aisf.or.jp.